Verso il Centenario · 1927–2027
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01 — 1927
Costruito per separare
Sulla collina prende forma una città intera: padiglioni, cortili, viali, un solo ingresso. Nel 1927 l'Ospedale Psichiatrico Provinciale apre le sue porte, lontano dalla città.
02 — Il lavoro
Una città che bastava a se stessa
Cucine, lavanderie, orti, officine: l'ospedale produceva da sé quasi tutto ciò che serviva. Una città autosufficiente era anche una città che non aveva bisogno di aprire le porte.
03 — Le camerate
Nessuno spazio proprio
Grandi camerate, letti in fila, un comodino. La giornata si svolgeva sempre sotto gli occhi degli altri, senza un luogo dove stare da soli né oggetti da chiamare propri.
04 — Il parco
Fuori, ma sempre dentro
Alberi, viali, panchine: si poteva stare all'aperto, ma dentro il recinto. Il giardino faceva parte dell'istituzione, non era una via d'uscita.
05 — 1978
La persona prima della malattia
Il 13 maggio 1978 la legge 180 avvia il superamento dei manicomi. Franco Basaglia, che l'aveva ispirata, chiedeva di mettere tra parentesi la malattia per tornare a vedere la persona.
Franco Basaglia a Rieti, durante un incontro presso la direzione.
06 — Oggi
Si entra per scelta
Nelle stanze dell'ex ospedale oggi entrano scuole e cittadini. Dove un tempo si entrava per non uscire, ora si entra per conoscere, e poi si torna fuori.
Centenario · 2027
Cento anni dopo,
il cancello è aperto.
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Dietro quel cancello c’è una storia che riguarda tutti
Il Museo Salute Mentale di Rieti è uno spazio di documentazione, educazione e riflessione dedicato alla storia della psichiatria e dell’ex Ospedale Psichiatrico Provinciale di Rieti.
Attraverso documenti, testimonianze, oggetti e tecnologie interattive, il percorso aiuta a conoscere l’evoluzione delle pratiche di cura e a riflettere sui temi dei diritti, dell’inclusione e dello stigma.
Conoscere il passato per comprendere il presente
Il museo si rivolge a studenti, cittadini, insegnanti e operatori. La memoria dell’ex manicomio diventa uno strumento per comprendere le trasformazioni culturali, sociali e sanitarie che hanno segnato la storia della salute mentale.
Conoscere il passato significa interrogare il presente e promuovere una cultura fondata sui diritti, sulla cura e sull’inclusione.
MEMORIA
Custodire documenti, oggetti e testimonianze dell’ex ospedale psichiatrico, perché la storia di chi vi è passato non vada perduta.
DIRITTI
Raccontare come la cura sia passata dalla custodia al riconoscimento della persona e dei suoi diritti.
INCLUSIONE
Usare la memoria per combattere lo stigma e costruire una comunità che non lascia fuori nessuno.
Archivio digitale
La storia, capitolo per capitolo
Dalla prima legge sui manicomi alla chiusura dell’ospedale: documenti, fotografie e norme per seguire l’assistenza psichiatrica a Rieti dall’inizio del Novecento.
- 01 La prima legge manicomiale Istituzioni e assistenza ai malati di mente prima e dopo la legge del 1904. Leggi il capitolo →
- 02 La nascita del San Francesco 1927–1932: il nuovo Ospedale Psichiatrico Provinciale di Rieti. Leggi il capitolo →
- 03 Dal vecchio al nuovo ospedale Dal manicomio Umberto I nel centro storico alla collina di San Basilio. Leggi il capitolo →
- 04 Gli anni della guerra L’ospedale durante la Seconda guerra mondiale, tra requisizioni e sopravvivenza. Leggi il capitolo →
- 05 1968, l’anno della svolta La legge Mariotti e il passaggio verso i servizi territoriali. Leggi il capitolo →
- 06 La chiusura Dalla riforma alla chiusura definitiva: la deospedalizzazione a Rieti. Leggi il capitolo →
HI® Human Interface:
la memoria incontra la tecnologia
HI® Human Interface integra memoria, tecnologia e accessibilità in un’esperienza interattiva dedicata alla storia dell’ex Ospedale Psichiatrico di Rieti.
Attraverso la figura virtuale di Suor Virginia Maria, il visitatore incontra testimonianze e storie del luogo in un percorso progettato per superare barriere sensoriali, cognitive e culturali.